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ITC, mercato in crisi, primo semestre 2011 in calo dell'1,7%

Il mercato IT sta vivendo una forte crisi che perdurerà  anche nei prossimi mesi. Il primo semestre 2011 ha registrato un calo dell'1,7%.

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Pubblicato il: 22/09/2011 nella categoria Analisi & Trend.

ITC, mercato in crisi, primo semestre 2011 in calo dell'1,7%

"Il calo dell'1,7% registrato dalla domanda di Information Technology nel primo semestre del 2011, rispetto allo stesso periodo dell'anno scorso, conferma che l'It italiano sta vivendo una forte crisi di mercato che perdurerà  nei prossimi mesi, con il rischio di ulteriore aggravamento. A fronte delle caratteristiche recessive della manovra finanziaria di agosto, infatti, siamo stati costretti ad aggiornare le stime sul trend del settore nell'anno, individuando un range che va da una riduzione della domanda It di -1,2% nell'ipotesi più favorevole e a un -2,8% in quella pessimista". Sono queste le parole di Paolo Angelucci, Presidente di Assinform, in apertura a Milano della conferenza stampa di  anticipazione sull'andamento dei settori It e Tlc nel primo semestre 2011, elaborato in collaborazione con NetConsulting.  
D'altro canto i dati parlano chiaro, confermati dall'indagine congiunturale effettuata a luglio su un campione di aziende associate, da cui emerge come in questo momento le medie e grandi imprese dell'It manifestino uno  stato di sofferenza sull'andamento di fatturati (in peggioramento per il 25% delle medie rispetto al 14% rilevato ad aprile, per il 7% delle grandi rispetto al 5% di aprile), segno dei tagli  di spesa, del differimento degli investimenti da parte soprattutto dei grandi clienti: la Pa, il settore bancario, la grande distribuzione, l'industria, situazione ancor più aggravata dai crescenti ritardi di pagamento.
Gli ordinativi sono in peggioramento per  il 25% delle piccole e delle medie (rispettivamente il 23% e il 14% ad aprile), mentre sul fronte dell'occupazione la gravità  della crisi si manifesta con un netto peggioramento del numero dei dipendenti per il 29% delle grandi imprese e il 25% delle medie (rispettivamente 5,6% e 14,3% ad aprile), mentre per i consulenti il peggioramento riguarda il 25% delle medie (ad aprile le medie si dividevano fra 57% stabile e 43% migliorato), mentre nelle grandi imprese riappare la voce "molto peggiorato" per quasi l'8%. Vale per tutte le categorie di imprese It  uno stato di crescente indebitamento e l'aumento allarmante della voce crediti insoluti, in peggioramento per il 27% del campione, a fronte del 17,5% rilevato ad aprile.    
"Ma attenzione il rosso dell'IT non riguarda solo la crisi di un settore - ha messo in guardia il presidente di Assinform -  qui siamo di fronte a un pesante colpo di freno sulle capacità  stesse di ripresa dell'intera economia italiana. L'IT è chiamato più di altri settori industriali a continui e crescenti investimenti per tenere il passo dell'innovazione, la sua capillarità  e trasversalità  ne fanno un settore  base delle economie globalizzate. Le  tecnologie digitali, accessibili a tutti a basso costo sono il più potente fattore di accelerazione e moltiplicatore  dello sviluppo, con capacità  di impattare rapidamente sull'efficienza dei processi, sul valore di  prodotti e servizi, sulla qualità  della vita. Dalla depressione della domanda It, dalla grave sottovalutazione delle potenzialità  dell'Ict di cui l'Italia soffre da anni, discende l'immobilismo del Paese, che ha grosse difficoltà  a produrre nuove e significative opportunità  di sviluppo".
Il processo di digitalizzazione, tuttavia, non è fermo, ma viaggia ormai soprattutto a  livello locale, attraverso i piani e l'azione propulsiva di alcune Regioni e a livello spontaneo, grazie a spinte dal basso. Tanti gli esempi virtuosi, uno per tutti quello dell'Emilia Romagna, dove l'amministrazione regionale, intensificando la digitalizzazione, risparmia su carta, energia, spazi, trasporti per milioni di euro, ed ha stimato che se in tutte le l'amministrazioni regionali italiane si facesse allo stesso modo si risparmierebbero solo per queste voci almeno 40 milioni di euro, migliorando anche la qualità  dei servizi.


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