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Kelkoo, vendite online natalizie incrementeranno crescita del retail in Europa

Per le vendite al dettaglio complessive in Europa durante il periodo natalizio si prevede un aumento di 2,4 miliardi di Euro (0,8%) rispetto al 2009. Tuttavia, mentre per le vendite tradizionali è atteso un declino dell'1,4% in media rispetto allo scorso anno, le vendite online vedranno un aumento del 25%.

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Pubblicato il: 27/10/2010 nella categoria Analisi & Trend.

Kelkoo, vendite online natalizie incrementeranno crescita del retail in Europa

Il Natale, in genere, rappresenta circa il 25% delle vendite annuali del settore retail, e quest'anno la festività  dovrebbe rivelarsi cruciale nel promuovere la ripresa del settore, con l'Europa che cerca di rafforzare la sua posizione economica nel 2011.
Tuttavia, nonostante alcuni indicatori positivi all'inizio dell'anno, le prospettive di crescita per la maggior parte dei paesi sono peggiorate, con l'Italia che ha visto una contrazione economica fino alla fine del 2009 e una stentata crescita successiva. Inoltre, l'aumento dell'inflazione, il calo della fiducia dei consumatori e la prova che i consumatori stanno contenendo le loro spese sono tutti fattori che dovrebbero avere un impatto sulle previsioni per il comparto retail italiano durante questo periodo festivo. 
In base a un report pubblicato oggi da Kelkoo, il motore di ricerca per lo shopping online, questi recenti ostacoli avranno un impatto sulle vendite natalizie del 2010 con previsioni di crescita delle vendite europee complessive in questo periodo  dello 0,8% (2,4 miliardi di Euro) in media, rispetto all'1,8% (5,4 miliardi di Euro) tra il 2008 e il 2009. Tuttavia, con la spesa online che continua a crescere in modo stabile, si prevede che gli acquisti di beni di consumo su internet giocheranno un ruolo fondamentale nel sostenere la crescita complessiva del comparto retail in Europa in occasione del Natale, con un aumento delle vendite previsto anno su anno del 25% (6,4 miliardi di Euro in media).
Per contro, si prevede che le vendite offline saranno contenute, con un calo dell'1,4%, pari a 4,1 miliardi di Euro, rispetto all'anno precedente.Quest'anno la situazione dell'Italia è simile a quella di Spagna, Norvegia e Danimarca, dove si attende un calo delle vendite al consumo in occasione del Natale.
Le vendite complessive sono previste in calo dello 0,5% (222 milioni di Euro), rispetto ad un aumento del 2,4% (1 miliardo di Euro) registrato tra il 2008 e il 2009. Tuttavia, in linea con il resto dell'Europa la spesa online in Italia continuerà  a seguire un andamento positivo, con una previsione di crescita anno su anno delle vendite pari al 19,7% o 113 milioni di Euro, mentre è attesa una diminuzione delle vendite offline dello 0,8% da 44 miliardi di Euro nel 2009 a 43,6 miliardi di Euro nel 2010. 
Pari ad oltre un terzo (33.5%) della spesa complessiva consumer in Europa  e oltre il 29% di quella italiana, il settore retail è una delle fonti principali per l'economia. Il report, commissionato da Kelkoo e realizzato dal Centre for Retail Research, valuta le previsioni di vendita per il comparto delle vendite al dettaglio in Europa durante le sei settimane cruciali di acquisti natalizi.
Lo studio è stato condotto in nove nazioni in Europa, e i dati inclusi nel report provengono da enti statistici nazionali, da organizzazioni di ricerca indipendenti tra cui Euromonitor e Mintel, e da un'indagine su 50 grandi rivenditori in Inghilterra, Francia, Germania, Danimarca, Italia, Norvegia, Olanda, Spagna e Svezia.
Pierpaolo Zollo, Country Manager di Kelkoo Italia commenta: "Le settimane di picco degli acquisti natalizi sono fondamentali per i rivenditori Italiani, dal momento che molti genereranno fino alla metà  dei propri ricavi durante questo periodo. Inoltre, il settore retail è una delle principali fonti dell'economia italiana, con oltre 2 milioni di persone impiegate in più di 930.000 esercizi commerciali, rappresentando il 17,6% del prodotto interno lordo. Il comparto retail è considerato dagli economisti uno dei principali indicatori dei trend economici, e i risultati di questo Natale si dimostreranno fondamentali nello stimolare la crescita delle vendite al consumo e nell'aiutare la ripresa economica dell'Italia nel suo complesso".
Quest'anno le vendite complessive in occasione del Natale sono previste in lieve aumento con 313 miliardi di Euro, equivalenti al 16,3% delle vendite retail annuali in Europa, rispetto ai 310 miliardi di Euro nel 2009 e 305 miliardi di Euro nel 2008. In Italia, le vendite natalizie diminuiranno dello 0,5% a 44,3 miliardi di Euro, equivalente al 16% delle vendite retail annuali nazionali e la quarta spesa più elevata in Europa, rispetto ai 44,5 miliardi di Euro nel 2009 e ai 43,5 miliardi di Euro nel 2008.
Complessivamente, Inghilterra, Germania e Francia dovrebbero far registrare la spesa complessiva più elevata durante questo periodo festivo, con una spesa rispettivamente di 77,2 miliardi di Euro, 64,5 miliardi di Euro e 62,5 miliardi di Euro, pari al 65% della spesa complessiva retail in Europa per il periodo natalizio. Si prevede che Danimarca, Norvegia e Svezia spenderanno il minimo complessivo con 5,4 miliardi di Euro, 6,1 miliardi di Euro e 9,6 miliardi di Euro. Tuttavia, quando analizziamo la spesa del periodo natalizio come percentuale delle vendite retail nazionali per quest'anno, sono i consumatori inglesi quelli che spenderanno di più (18,25), seguiti da tedeschi (16,25%), svedesi e italiani (16%).
La spesa al dettaglio ha registrato un leggero aumento nel corso del 2010 nella maggior parte delle nazioni, e in alcune invece è addirittura diminuita negli ultimi mesi, Italia inclusa.
Di tutte le nazioni prese in considerazione, la maggioranza vedrà  un declino o un aumento marginale delle vendite natalizie rispetto al 2009, con Danimarca (-3.2%), Norvegia (-1.9%) e Spagna (-1.2%) che vedranno un calo della spesa complessiva. Per contro, questo Natale le vendite al consumo sono previste in aumento del 4,3% in Svezia, dell'1,9%  in Germania, dell'1,3% in Inghilterra e dell'1% in Francia. 
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Le nazioni per cui si prevede un incremento durante questo periodo festivo (Svezia e Germania) hanno registrato, secondo i dati IMF sulla crescita del PIL , una crescita solida e positiva a partire dal secondo trimestre 2009 e hanno continuato ad aumentare vigorosamente da allora, il che può contribuire all‘aumento previsto nelle vendite natalizie.
L'Inghilterra, che dovrebbe registrare il terzo tasso di crescita più elevato (1,3%), ha registrato un periodo di rapido aumento nel secondo trimestre del 2010 e ciò, unito all'aumento dell'IVA al 20% previsto per il 4 gennaio 2011, dovrebbe stimolare le vendite durante il Natale. 
Sebbene le economie in Danimarca e Norvegia stiano vivendo un andamento relativamente positivo al momento, si prevede registreranno un calo nelle vendite per questo Natale. Nel caso della Danimarca, sembra trattarsi del proseguirsi di un trend più ampio a seguito del periodo di stagnazione dalla fine del 2009 all'inizio di quest'anno, per cui i volumi delle vendite retail nel secondo trimestre 2010 sono risultati inferiori a quelli del 2009. Analogamente, la Norvegia ha registrato un aumento irregolare negli ultimi tre trimestri e ha registrato una crescita piatta del comparto retail sin dal 2009.
Il calo previsto nelle vendite natalizie in Spagna ed Italia può essere attribuito al calo della fiducia dei consumatori e alla diminuzione dei volumi di vendita retail in generale, unitamente alla contrazione complessiva vissuta da queste economie fino alla fine del 2009 e al conseguente rallentamento dei tassi di crescita.  
Considerando che il volume complessivo delle vendite di Natale offline in Europa è previsto in calo dell'1,1% (3,12 miliardi di Euro) tra il 2008 e il 2010, e dell'1,4% (4,1 miliardi di Euro) dal 2009, le vendite di Natale online sono previste in aumento del 51,4% (10,9 miliardi di Euro) dal 2008 al 2010, e del 25,1% (6,4 miliardi di Euro) per questo Natale rispetto al 2009, avvalorando ulteriormente l'importanza delle vendite online nell'indirizzare la crescita del settore retail.
Questo Natale si prevede che le vendite online rappresenteranno il 10,3% (32 miliardi di Euro) delle vendite complessive, rispetto all'8,3% (25,7 miliardi di Euro) nel 2009 e al 6,9% (21,2 miliardi di Euro) nel 2008. L'Italia non fa eccezione e mentre quest'anno dovrebbe subire un calo delle vendite offline (-0.8%), la spesa in internet è prevista in crescita del 45,5% (214 milioni di Euro) rispetto al 2008, e del 19,7% (113 milioni di Euro), rispetto al 2009, per quest'anno da solo. In effetti, le vendite online dovrebbero rappresentare l'1,5% delle vendite di Natale complessive (683 milioni di Euro), rispetto all'1,3% (570 milioni di Euro) nel 2009 e all'1,1% (469 milioni di Euro) nel 2008, vale a dire 1,5 centesimi per ogni Euro speso rispetto ad 1 centesimo nel 2008.
Si prevede che le vendite online in Inghilterra saranno le più elevate tra le nove nazioni europee sia in termini di spesa consumer complessiva (13 miliardi di Euro) sia come percentuale delle vendite natalizie totali (16,8%). Seguono i consumatori di Germania (8,2 miliardi di Euro) e Francia (6,3 miliardi di Euro), che, insieme a quelli di Norvegia (0,73 miliardi di Euro) e Danimarca (0,61 miliardi di Euro) dovrebbero spendere online oltre il 10% del proprio budget natalizio.
Per contro, si prevede che i consumatori in Italia (1,5%), Spagna (2%), Svezia (8,9%) e Olanda (9,1%) spenderanno la percentuale più bassa del proprio budget online.
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Pierpaolo Zollo aggiunge: "Le previsioni per il comparto retail in occasione di queste festività  natalizie sono tiepide, e le condizioni di vendita per i mesi a venire rimarranno difficili.
Tuttavia, la spesa online sta crescendo in modo significativo, rappresentando una sfida reale per la dominanza delle vendite tradizionali. Le vendite su internet in Europa giocheranno un ruolo più importante che mai durante questo periodo natalizio, con spese online record per i consumatori, e l'e-commerce sarà  l'elemento fondamentale per la crescita complessiva delle vendite al dettaglio durante la stagione festiva. 
"àˆ in questo contesto che quei commercianti che sono impegnati a migliorare le loro prospettive di crescita hanno riconosciuto l'importanza di stabilire una solida presenza online, come dimostrato da H&M, Gap e Zara, che hanno tutti lanciato portali per le vendite online nel corso dell'ultimo trimestre. Nel contempo, i tagli previsti dal governo e l'incertezza economica potrebbero compromettere la spesa dei consumatori, determinati più che mai a ottenere i prezzi migliori, il che spiega perchà© prevediamo che molti di loro si affideranno all'online per gli acquisti natalizi".
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