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Google, auguri a Mary Shelley (con il consueto logo)

Google oggi rende omaggio alla scrittrice inglese Mary Shelley, nata a Londra il 30 agosto del 1797. La Shelley è passata alla storia come autrice dell'opera letteraria gotica "Frankenstein" e il logo dedicato di Google rispecchia proprio quelle atmosfere.

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Pubblicato il: 30/08/2010 nella categoria Block Notes.

Google, auguri a Mary Shelley (con il consueto logo)

Google oggi dedica il suo logo alla scrittrice inglese Mary Shelley, nata il 30 agosto del 1797 a Londra e autrice dell'opera letteraria Frankenstein.
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Mary, figlia del filosofo William Godwin e dell'attivista femminile Mary Wollstonecraft, all'età di 20 anni incontra, durante un soggiorno in Scozia,  il giovane e geniale poeta Percy Bysshe Shelley, che sposa nel 1816, dopo una rocambolesca fuga in Svizzera.
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Alle spalle del poeta si nascondeva una tragedia poiché aveva già perso una prima moglie, Harriet Westbrook, morta suicida e causa della rottura dei suoi rapporti col padre, che non avrebbe mai più visto. L'eccessivo e inquieto poeta inglese diverrà poi celebre per il racconto "La regina Mab" e per il dramma lirico "Prometeo liberato". Con lui, Mary viaggia in Francia, Germania e Olanda. 
Nel 1822, dopo essersi trasferiti a La Spezia, Percy Shelley ed un amico, marito di un'amica comune, partono alla volta di Genova: i due non torneranno più e il corpo senza vita del poeta viene rinvenuto tra i flutti il 15 luglio. 
Tornata a Londra dopo la morte del marito, Mary vive in Inghilterra con i proventi del proprio lavoro di scrittrice professionista. Autrice di vari romanzi, diverrà famosa soprattutto per il romanzo "Frankenstein" o "Il Prometeo moderno", il suo primo libro scritto nel 1818 e nato quasi per gioco, ossia quando Lord Byron, durante un soggiorno estivo con gli Shelley e il fido Polidori a Ginevra, suggerì che ciascuno di loro scrivesse un racconto dell'orrore, racconto che poi ognuno avrebbe letto agli altri come passatempo serale.
Shelley compose un'opera breve intitolata "The Assassins", Byron scrisse il racconto "The burial" (che poi venne pubblicato nel 1819 con il titolo "A fragment") mentre Polidori creò la romantica figura di un vampiro affascinante e misterioso, con il romanzo breve "The vampire".
Mary scrisse invece Frankenstein, dopo averlo sognato in un terribile incubo (così almeno narra la leggenda). Il soggetto è comunque palesemente ispirato al mito antichissimo dell'uomo creatore della vita (ma anche alle "Metamorfosi" di Ovidio e al "Paradiso perduto" di Milton), ma in cui al prodigio si sostituiscono chimica e galvanismo. 
Il libro tratta la storia di un giovane svizzero studioso di filosofia naturale che, servendosi di parti anatomiche sottratte a vari cadaveri, costruisce una creatura mostruosa, cui riesce con procedimenti di cui lui solo ha il segreto a infondere la scintilla della vita.
Malgrado l'aspetto terrificante la creatura si rivela la quintessenza della bontà di cuore e della mitezza d'animo. Ma quando si accorge del disgusto e della paura che suscita negli altri, la sua natura, incline alla bontà, subisce una totale trasformazione ed egli diviene un'autentica furia distruttiva. Dopo molti delitti finisce per uccidere anche il suo creatore.
Il romanzo fu pubblicato nel 1818 e ottenne subito un grande successo: nel 1823 era già alla sesta ristampa ed è una delle opere più lette di sempre.
L'argomento che mischia horror e fantascienza fu di ispirazione per numerosi adattamenti teatrali e cinematografici.
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