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SKY Cielo, il Governo dice la sua sui ritardi

Il Vice Ministro con delega alle comunicazioni, on. Paolo Romani, ha puntualizzato che, contrariamente a quanto dichiarato da SKY, il Ministero non ha alcuna colpa dei ritardi subiti da Cielo.

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Pubblicato il: 12/12/2009 nella categoria Mercato Gdo.

SKY Cielo, il Governo dice la sua sui ritardi

L'on. Paolo Romani, Vice Ministro con delega alle comunicazioni, ha divulgato la seguente dichiarazione riguardo la questione SKY Cielo. "Il comunicato apparso ieri in video sul canale 129 del bouquet satellitare di SKY contiene una serie di errori formali e sostanziali su una vicenda avente valenza esclusivamente amministrativa, gestita con assoluta correttezza e trasparenza dal Ministero. In detto comunicato, riservato, è bene sottolineare, esclusivamente all'utenza atta alla ricezione del segnale televisivo via satellite, viene esplicitamente detto che il canale "Cielo" non può trasmettere perché privo dall'autorizzazione da parte del Ministero".
L'affermazione, secondo Romani, non sarebbe vera in quanto il canale in questione, per espressa ammissione di  SKY, è regolarmente munito dell'autorizzazione per la trasmissione televisiva via satellite, del cui rilascio è peraltro competente l'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni e non il Ministero. Ciò significa che se SKY avesse realmente l'intenzione di trasmettere il canale in questione, i suoi utenti potrebbero fruire tranquillamente e in qualsiasi momento della sua visione.
Romani vede nella presa di posizione diffusa a mezzo televisivo anche dei contenuti denigratori per l'intera amministrazione italiana, cui l'azienda, nel rispetto della legislazione nazionale, si è dovuta rivolgere. Per quanto riguarda la trasmissione di "Cielo" in chiaro sul digitale terrestre, in data 2 novembre la società SKY Italia srl, facente capo al gruppo Newscorp, ha presentato alla Direzione Generale servizi di comunicazione elettronica del Dipartimento per le comunicazioni una richiesta di autorizzazione per la diffusione in chiaro del suddetto canale televisivo "Cielo", destinato alla diffusione in digitale su frequenze terrestri.
Continua Romani: "Ai sensi dell'articolo 2, comma 9, del regolamento relativo alla radiodiffusione terrestre in tecnica digitale, reso con delibera dell'Autorità per le garanzie nelle comunicazioni n. 435/01/CONS, il Ministero è tenuto al rilascio del prescritto titolo abilitativo entro il termine di 60 giorni, peraltro estensibile di ulteriori 30 in caso di necessità istruttorie, coincidente quindi nella fattispecie con la data del 1° gennaio 2010; per trasmettere dal 1° dicembre il canale in chiaro sulla piattaforma digitale terrestre la società avrebbe pertanto potuto cautelativamente richiedere l'autorizzazione in data largamente antecedente al suo inoltro del 2 novembre. Nel corso dell'istruttoria si è valutata anche la coerenza dell'ammissibilità della richiesta e della legittimità alla diffusione del canale alla luce dei vincoli enunciati dalla decisione della Commissione europea del 2 aprile 2003 con riferimento agli impegni della fusione Stream / Telepiù.
In data 12 novembre il Vice Ministro con delega alle Comunicazioni, on. Paolo Romani, prima di assumere qualsiasi determinazione in merito alla richiesta autorizzazione e in coerenza con i principi di leale cooperazione tra Autorità nazionali e Istituzioni europee, ha, pertanto, chiesto un chiarimento al riguardo con una lettera inviata alla Commissaria europea alla concorrenza. Con una nota della Direzione Generale del 18 novembre, SKY Italia è stata informata della circostanza che in ordine alla richiesta di autorizzazione relativa al canale Cielo, erano stati ravvisati aspetti meritevoli di approfondimenti da concludersi, fatte salve le relative risultanze, entro il termine di 60 giorni prescritto per il rilascio del titolo abilitativo. A seguito delle anticipazioni a mezzo stampa che davano per imminente la trasmissione del canale (il 1° dicembre) anche sul digitale terrestre, con una lettera di cortesia del 27 novembre, gli uffici del Vice Ministro Romani hanno comunicato a Rete A, operatore di rete del multiplex digitale terrestre su cui il nuovo programma avrebbe dovuto essere diffuso, che il canale Cielo non poteva essere trasmesso su frequenze in digitale terrestre in pendenza del procedimento di rilascio della prescritta autorizzazione. Successivamente alla citata comunicazione della Direzione Generale del 18 novembre, la situazione è stata ribadita ancora una volta a SKY Italia".






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