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Furti nel retail, in Italia aumentano i taccheggiatori

Checkpoint Systems ha presentato i dati del "Barometro Mondiale dei Furti nel Retail 2010", da cui è emerso che i furti costano alle famiglie italiane in media 163 Euro. Tra i prodotti più rubati nel nostro Paese Mp3, consolle e videogame.

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Pubblicato il: 19/10/2010 nella categoria Analisi & Trend.

Furti nel retail, in Italia aumentano i taccheggiatori

Checkpoint Systems ha reso noti i dati 2010 del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail, la più dettagliata indagine indipendente sul numero e la tipologia di furti commessi all'interno dei punti vendita e della Grande Distribuzione.
La quarta edizione del Barometro Mondiale dei Furti nel Retail (decima edizione per l'Europa) è stata prodotta dal professor Joshua Bamfield, direttore del Centro di Ricerca per il Retail (www.retailresearch.org) con la collaborazione di Checkpoint Systems. Il CRR è un'organizzazione indipendente che conduce ricerche e fornisce consulenza per il retail, occupandosi dei cambiamenti che avvengono nel settore e concentrandosi sulle frodi e sul crimine. Il centro ha condotto numerosi studi sul costo della criminalità e sull'applicazione di sistemi elettronici e computerizzati per combattere i furti e le frodi nei punti vendita di diverse parti del mondo.
furti-nel-retail,-in-italia-aumentano-i-taccheggia-1.jpgLo studio, avviato nel 2001 in Europa e esteso a livello globale nel 2007, descrive i principali trend relativi alle differenze inventariali e ai furti nel settore retail di 42 paesi e regioni del mondo, inclusi Stati Uniti, Cina, India, Europa, Giappone e Australia. Per la prima volta quest'anno entra a far parte dell'indagine anche la Russia.  
"Le differenze inventariali" sono una cifra contabile che riflette la differenza tra le entrate finanziarie che si sarebbero dovute realizzare (sulla base dell'inventario e degli acquisti) e l'ammontare effettivamente ottenuto. Le perdite da differenze inventariali sono causate principalmente dal furto di beni o den¬aro a danno della società da parte di individui ma anche da una serie di piccoli o grandi errori di gestione, errori nella contabilità e nei prezzi che generano apparenti perdite d'inventario. Oltre all'effettiva perdita d'inventario, le percentuali dichiarate di "differenze inventariali" possono anche dipendere da politiche aziendali, procedure contabili e dalle disposizioni fiscali che influenzano le pratiche e sono responsabili di alcune differenze nei risultati. Le differenze inventariali non comprendono gli sprechi.  
Allo studio hanno risposto in forma anonima 1.103 dei maggiori retailer del mondo: per quanto riguarda l'Italia le aziende intervistate sono state 32, per un totale di punti vendita rappresentati pari a  4.718.


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